TUTTO QUELLO CHE C'E' DA SAPERE PER SCEGLIERE UNA BICI ELETTRICA DI QUALITA'

 Si ringrazia CreativeCommons 2.5;  Jobike-Forum; Pixbuster per l'uso di parte dei contenuti in seguito riportati a scopo informativo e non a fini commerciali. Alcune immagini sono prese in prestito da tale forum,  si trovano su server del suo proprietario. In nessun modo se ne rivendica la proprietà. L'uso delle immagini sarà cessato su richiesta formale del proprietario.

 

 

 

 

 

PREMESSA

 

E' difficile reperire informazioni sulle biciclette elettriche e a pedalata assistita moderne.

I motori di ricerca (Google, etc.) ed il forum della FIAB (federazione italiana amici della bicicletta) indirizzano al forum di Jobike.

Alcuni utenti ed alcuni amministratori di questo forum, riportano in modo tendenzioso opinioni sulla qualità dei prodotti disponibili sul mercato nazionale ed europeo, fornendo volutamente informazioni fuorvianti, incomplete o errate. Non sono ancora chiari i motivi di questo atteggiamento.

Gli amministratori di Jobike, censurano, cancellano ed estromettono chi desidera apportare informazioni obiettive , iniziative atte a promuovere la mobilità o dimostrare la validità di prodotti non ancora conosciuti in Italia. Anche le manifestazioni e gli eventi per far testare le biciclette al pubblico non sono ammesse.

Manovrato e gestito a DOC, il forum di Jobike, tende a promuovere bici di qualità mediocre che sono rivendute in Italia dopo mille passaggi ed a prezzi sensibilmente più alti rispetto al mercato europeo (ad es. Kalkhoff), evitando di parlare delle biciclette tecnologicamente avanzate, che adottano soluzioni funzionali ed innovative come Flyer e Helkama.

Molti iscritti a Jobike hanno solo tempo da perdere, scrivono puramente per vantarsi, non hanno esperienza, non hanno mai visto e provato una bici moderna.

 

Un esempio di non oggettività del forum lo si ha, già visitando la sezione "Che bici avete? - Votate il sondaggio in PEDELECafè!"

La votazione che raggiunge il modello di bici elettrica Frisbee, manifesta un eccessivo vantaggio rispetto ad altri marchi altrettanto diffusi e del tutto analoghi a quest'ultima.

Dalle indicazioni del sondaggio, sembra che ci siano in circolazione quasi tante Flyer quanto le Frisbee.

Flyer, è un prodotto completamente diverso e qualitativamente molto superiore a Frisbee e non è un prodotto di massa.

 

Sul forum si favoriscono utenti che fingendo di offrire pareri disinteressati consigliano invece meramente a scopo commerciale, marchi mediocri come KALKHOFF, che vengono esaltati e fatti passare come prodotti eccellenti e in nessun modo viene consentito di esprimere carenze o punti critici constati empiricamente su queste biciclette.

 

 

Sul Jobike Forum, le discussioni, riguardano spesso modifiche e variazioni di poco conto su bici di pessima tecnologia, non più commercializzate sul mercato europeo.

Molta attenzione è dedicata ai kit per la trasformazione di una bici a trazione muscolare, da "bici normale" a "bici elettrica".

Questa trasformazione, anche se effettuata con kit che rispettano i parametri dettati dalla legge per le specifiche del motore, ( Direttiva europea 2002/24/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 marzo 2002, recepita nel contesto del Codice della Strada italiano (Art. 50), con la legge 3 febbraio 2003, n. 14.) è da considerarsi non conforme e si presume che presto sarà vietata in quanto priva di qualsiasi controllo sul peso, la manovrabilità e la capacità di frenata della bici.

 

 

Video

esempio di cosa può fare una bici a pedalata assistita moderna:

 

 

 

 

FOTO:  www.3bike.it

 

 

 

 

 

Considerazioni generiche

LA MAGGIOR PARTE DELLE BICI ELETTRICHE CHE CIRCOLANO IN ITALIA:

 

 

Bicicletta Elettrica

 

ESEMPIO DI BICI OBSOLETA CON MOTORE NEL MOZZO DELLA RUOTA E BATTERIA AL PIOMBO.

 E' UNO DEI MODELLI PIU' ECONOMICI SUL MERCATO

COSTA DA 250 €  IN SU

 

 

In Giappone, bici già superiori a questa tecnologia

perchè dotate di freni a tamburo e TRASMISSIONE CARDANICA

furono considerate superate già 15 anni fa!

 

Honda, realizza una bici elettrica 10 kg più leggera di molte bici vedute in Italia (spazzatura cinese).

 Muore  nel 1995  perchè la tecnologia degli accumulatori (NiCd) è ormai superata.

 

Stessa fine fanno la Suzuki e la Sanyo.

Il resto è storia cinese e di ritardatari italiani.

 

immagini prese dal sito: http://www.toutsurlevae.info

 

 

 

 

 

ESEMPIO DI VECCHIA BICI CON MOTORE NEL MOVIMENTO CENTRALE (I PRIMI PROGRESSI)

 

BICI ECONOMICA CON MOTORE NEL MOVIMENTO CENTRALE (DOVE SI TROVANO I PEDALI) 

www.marioschiano.it

 

BICICLETTA  MODERNA A PEDALATA ASSISTITA

CON MOTORE NEL MOVIMENTO CENTRALE E BATTERIE AL LITIO

 

 

DOVE PROVARE LE BICI A PEDALATA ASSISTITA IN ITALIA:

Treni    

 

 

 

TRENTINO ALTO ADIGE

OBBEREGGEN

www.obereggen.com/estate/flyer.php?lang=ITT

 

MERANO

GREEN LINE MOBILITY

SÜDTIROL-ALTO ADIGE

CELL. 349.7279112

 

CORVARA (BZ)

HOTEL ITALIA

www.hotelitalia.bz.it

Via Col Alt, 20, 39033 Corvara in Badia (BZ)

TEL 0471 836 182

 

CAVALESE (TN)

COMUNE DI CAVALESE

info: Via F.lli Bronzetti n. 2 C.A.P. 38033
Tel. 0462/237511 - Fax 0462/237550
 

 

Friuli Venezia Giulia

UDINE

ROSSI MARINO & C. S.N.C.
CICLI - MOTOCICLI - ACCESSORI
VENDITA E ASSISTENZA
Via Tiberio Deciani 95 A/B

Tel. 0432/502595
Fax 0432/296889

www.marinorossi.com      info@marinorossi.com

 

EMILIA ROMAGNA

MODENA 

RUGGERO BICI

Via Carlo Sigonio, 496 (zona stazione)

 cell.  347 34 13 570

 

VENETO

VERONA 

GREEN LINE MOBILITY S.R.L.

Via Gaetano Trezza, 21/C

tel 045 803 66 07   cel 328 28 41 279

 

 

MARCHE    

FABRIANO

Sig. Guido La Rovere cell.  328 22 66 513

 

 

TOSCANA  

MASSA CARRARA

IT&F

IDEE TECNOLOGIA & FUTURO s.r.l.

Castello Malaspina  p.za Municipio, 7

54016 Licciana Nardi (MS)

tel. 0187 475526    cell. 335 81 61 783       334 59 72 286

 

 

GROSSETO

   

Eco Motion    Espressione Ecologica
Via Giordania, 16
58100 Grosseto – Italy
Telefono/Fax: +39 0564 455015-456599
info@eco-motion.it

 

LAZIO  

SCUOLA SPORTIVA DI STEFANO

CELL. 335 52 14 462

CELL. 347 79 28 164

     società sportiva    

                  3355214462 - fax 1782712423

" Di Stefano "

Via Jaime Pintor 6 - 00137 Roma

 

 

 

CAMPANIA

www.marioschiano.it

 

SICILIA

Catania

Renato Natale

+393479687809
+390957276035
renato.natale@yahoo.it 
 

 

 

CONSIDERAZIONI SULLA BICI ELETTRICA

 

LA DEFINIZIONE "BICI ELETTRICA" COMUNEMENTE UTILIZZATA PER DISTINGUERE LE BICI A TRAZIONE MUSCOLARE DALLE "BICI A PEDALATA ASSISTITA",  E' INESATTA E FUORVIANTE E NON DOVREBBE PIU' ESSERE UTILIZZATA POICHE' CREA FALSE ASPETTATIVE CHE INDUCONO A FAR CREDERE CHE LA "BICI ELETTRICA" POSSA PROCEDERE SENZA PEDALARE.

UNA BICI CON QUESTE CARATTERISTICHE PER LEGGE VIENE CLASSIFICATA COME CICLOMOTORE ELETTRICO E PERTANTO E' SOGGETTA AD OMOLOGAZIONE, DEVE ESSERE TARGATA, DEVE PAGARE LA TASSA PER LA CIRCOLAZIONE, DEVE ESSERE ASSICURATA ED IL PROPRIETARIO DEVE ESSERE IN POSSESSO DEL PATENTINO PER LA CONDUZIONE DI UN CICLOMOTORE ED INDOSSARE IL CASCO.

TUTTE LE CASE COSTRUTTRICI O IMPORTATRICI DI BICI ELETTRICHE CONCEPITE PER FUNZIONARE DA SOLE, SI SONO DOVUTE INGEGNARE PER APPORTARE LE MODIFICHE INDISPENSABILI  ONDE POTER CONTINUARE A VENDERLE.

IN ITALIA, QUESTE VECCHIE BICICLETTE SONO STATE ADATTATE E TRASFORMATE MA IL LORO PRINCIPIO DI FUNZIONAMENTO RIMANE QUELLO DEL MOTORINO ELETTRICO CHE NON PREVEDE RELAZIONE ALCUNA TRA SFORZO MUSCOLARE FORZA MOTRICE. ESSE RISULTANO INNATURALI E POCO PIACEVOLI PERCHE', NELL'USO, SI AVVICINANO PIU' AD UN MOTORINO E NON A UNA BICICLETTA.

Una bicicletta a pedalata assistita è una bici con un motore che si avvia SOLO quando si pedala e consente di fare meno fatica di quanta se ne farebbe con una bici "muscolare"..

IL MOTORE deve disinserirsi progressivamente quando la bici raggiunge la velocità di 25 km/h.

P.A.S.  (Pedal Assist System)

 e la sua presenza è un requisito assolutamente necessario per rendere legale una bici elettrica..

 

Il controllo dello sforzo esercitato sui pedali Può essere realizzato con varie soluzioni:

Il metodo più semplice per la sua realizzazione è quello della figura seguente

(P.A.S. economico non utilizzato perchè inaffidabile)
 

FOTO JOBIKE FORUM



 

Una rotellina viene tenuta premuta contro la catena da una molla.
Quando si esercita lo sforzo sui pedali, la catena si tende e spinge la rotellina verso l’alto.
A causa dello sporco che si accumula sulla catena questo sistema risulta più teorico che pratico ed è piuttosto problematico.



UN SISTEMA P.A.S. STORICAMENTE SUCCESSIVO E'MA ANCORA IMPERFETTO

e quello che si può vedere nella figura qui sotto:

 

FOTO JOBIKE FORUM




La corona esterna non è collegata direttamente ai pedali.
Quando si esercita una spinta sui pedali, la molla si tende.
La ruota esterna (est) viene ad assumere una posizione diversa rispetto a quella interna (int) a seconda della spinta sui pedali.
Anche questa soluzione, abbastanza economica, non è esente da difetti ed inconvenienti.

L’accoppiamento pedale-corona tramite molla genera una certa “spugnosità” nella pedalata: sembra che i pedali abbiano del gioco.

 

Il sistema P.A.S. attualmente considerato d'avanguardia è offerto dalla tecnologia Electric Driving Unit di Panasonic:

Il sistema Panasonic  è da considerarsi totalmente a norma di legge ed è migliore rispetto ad altri sistemi perchè più naturale ed affidabile e pertanto viene utilizzato dalle migliori marche di biciclette come Flyer; Helkama; ecc.

In questo sistema, al posto della molla, si usa un asse deformabile.

Si tratta di una soluzione costosa ma ormai testata e collaudata, e di assoluta affidabilità. Questo motore è frutto della ricerca e della collaborazione di Panasonic con realtà quali TOYOTA; Matsushita Electric Works e Biketec AG.

Ecco il principio del motore con sensore di sforzo o meglio, sensore di torsione:

FOTO JOBIKE FORUM




Quando spingo sui pedali, l’asse si deforma (si attorciglia un pochino su se stesso) e fa avviare il motore.

Questo sistema funziona indipendentemente dalla rotazione o meno dei pedali.


Cioè: se sono fermo e spingo sui pedali, il sensore rileva che sto facendo forza; la stessa cosa avviene se sono in velocità e spingo più o meno sui pedali.


Questa caratteristica è molto importante per la logica di funzionamento di tutto il sistema.

Pregi

Poiché il segnale di pressione sui pedali è presente anche se la bici deve ancora avviarsi, l’assistenza da parte del motore inizia immediatamente, appena si inizia a premere sui pedali, con conseguente grande facilità di avviamento anche in salita.

L'assistenza è molto naturale: si avverte come se la propria forza fosse moltiplicata e la potenza del motore si regola dando maggiore o minore pressione sui pedali

Difetti

il costo del sistema.

La necessità di esercitare sempre uno sforzo sui pedali può essere fastidiosa quando si è stanchi, ma così se non fosse, non staremo parlando di una bicicletta ma di un motorino.

Questo sistema quindi, non è consigliabile a chi volesse un motorino elettrico o, in altre parole, una bici "illegale".

E' ovvio che nelle soste si deve evitare di fare pressione sui pedali; è scorretta l'abitudine di tenere una leva dei freni tirata per evitare la partenza a causa del peso della gamba sul pedale, questo modo di usare la bici, non rovina il motore che è molto robusto e ben strutturato, ma spreca carica della batteria e riduce l'autonomia a causa dello sforzo inutile che si richiede al motore. Sarebbe un po' come andare in macchina con il freno a mano tirato!

Flyer ed Helkama sono in grado di arrivare ad un rapporto di assistenza 1:1,5, questa rappresenta la migliore prestazione per una bici regolamentare.

Il motore Panasonic (usato sulle bici helkama, flyer, ecc.) è posizionato nella "gabbia di movimento centrale" e può ottimizzare i rapporti del cambio ed è in grado di superare pendenze superiori al 25%. Le bici tipo Frisbee richiedono molto sforzo per superare pendenze maggiori al 12%, fa eccezione il motore adottato da eZee e dalle nuove bici di Green Line Mobility che ha un sistema di riduttori meccanici che però lo rendono particolarmente rumoroso.

Riepilogando, se il controllo per l'assistenza è utilizzato con motore nella ruota, esso rende poco ed è da considerarsi tecnologicamente superato, e poco adatto all'uso in salita.

Se il controllo di movimento è impiegato con motore nel movimento centrale (dove sono i pedali) come per Oxygen; Microbike; Schiano; ecc. sfrutta il cambio ed ottimizza la potenza ma rimane una soluzione economica e non efficiente nel fornire la prima assistenza, quella più utile ed importante, nella fase della pedalata che si da per partire.

La bici più interessante per rapporto qualità prezzo, commercializzata in Italia e che adotta questo sistema è HELKAMA.

www.helkama.it




 



 

TIPOLOGIA DI P.A.S.  ADOTTATE DALLE CASE PRODUTTRICI:

Controllo della rotazione dei pedali.

E’ sicuramente il sistema più semplice ed il

più economico, ma il meno naturale e piacevole. 

Sconsigliabile in quanto: non vi è nessuna relazione tra lo sforzo esercitato sui pedali e la forza sviluppata dal motore.

Questo sistema tipico delle bici cinesi di 15 anni fa, è menzionato solo come informazione riguardante la storia e l'evoluzione della bici elettrica.
Tecnologicamente superato, soddisfa utenti che non cercano una bicicletta ma piuttosto un motorino elettrico.

Una bici elettrica può avere una potenza massima di 250 W che non è sufficiente soprattutto se il peso della bici supera i 30 kg.

 
Questo rudimentale sistema è costituito da un disco in cui sono alloggiati dei magnetini e da un sensore che “sente” la variazione di campo magnetico o più precisamente carica elettrica (corrente) da loro generata.

Il motore, una volta che si è partiti funziona senza che si eserciti alcuno sforzo sui pedali che è sufficiente girare a vuoto.

Per tale ragione anche queste bici non dovrebbero essere considerate a pedalata assistita ma semplicemente "bici elettriche" prive dei requisiti previsti dalla Direttiva Europea 2002/24/CE del 18 marzo 2002 successivamente adottata con Decreto del Ministero dei Trasporti del 31/01/2003 per le biciclette “a pedalata assistita”  e quindi FUORI LEGGE.
 

FOTO JOBIKE FORUM




La gestione della centralina normalmente non garantisce un funzionamento piacevole e naturale della bici ma funge soprattutto da protezione per il motore per evitare che si bruci. La gestione del motore può essere regolata da una manetta o acceleratore (potenziometro) che complica inutilmente l'uso della bici (motorino).
Il gruppo dischetto-sensore può essere alloggiato sull’asse dei pedali, ma anche sul pacco pignoni, come sulle Frisbee.

Questo sistema non assiste nella fase di partenza (prima pedalata) della bicicletta, fase dove oltre tutto l'assistenza è particolarmente importante.

Si aggiunga inoltre che il motore utilizzato in queste bici è collocato normalmente sulle ruote e quindi non è in grado di sfruttare il cambio e di ottimizzarne la resa.

 

Da Giugno 2008 è disponibile in Italia un nuovo sistema che adotta una tecnologia più raffinata, al posto dei magneti si utilizza un ulteriore disco posizionato dietro la corona che ha degli incavi. Sulla ruota fonica al posto dei magnetini vi sono dei fori ed il sensore è molto più preciso (tipo sistema ABS). Il sensore legge i "fori".  Se il ciclista non muove i pedali il motore non si avvia. Le centraline sono capaci di far partire il motore in  anticipo rispetto al sistema a magneti ma il tipo di assistenza rimane simile a quella di un motorino elettrico.

La Green Line mobility si occupa di effettuare dei Test su queste bici che oltre ad aver migliorato il sensore di movimento utilizzano anche motori con sistema di riduzione epicicloidale che ne migliora le prestazioni in partenza ed in salita. Anche gli accumulatori non sono più al piombo ma al NiMH (niche metal idrato) .

Questo tipo di prodotto può rappresentare una alternativa per chi non desidera investire in una bici di qualità come Helkama o Flyer e desidera comunque una bici che abbia pesi e prestazioni migliori di quelle fino ad ora reperibili sul mercato.

Per ulteriori informazioni su questo prodotto scrivere a info@greenlinemobility.it

 

 


FOTO JOBIKE FORUM




 

 

Logica di funzionamento


Sistema di controllo dello sforzo esercitato sui pedali

Quando il segnale di sforzo esercitato sui pedali arriva alla centralina, essa manda al motore una quantità di potenza normalmente pari a quella esercitata con le gambe (si dice “rapporto di assistenza 1:1)
Se si spinge poco, il motore spinge poco; se si spinge tanto il motore ci mette tutta la forza disponibile.

Questo rapporto 1:1 (o quello impostato dal selettore) è rispettato quando viaggio intorno alla “velocità di crociera”, in realtà viene controllata la velocità di rotazione del motore e, se la velocità è bassa, la centralina manda più potenza di quella che esercito sui pedali; questo serve a poter fare erogare al motore la sua potenza massima sulle salite, senza che il ciclista debba avere muscoli da professionista (per fare erogare 400W al motore – valore di punta orientativo dei motori da 250W - bisognerebbe inviarne altri 400 sui pedali e sarebbero tanti)
Il controllo dello sforzo sui pedali ha un’altra peculiarità: è sempre necessario esercitare uno sforzo sui pedali, anche se modesto
Normalmente è presente un sistema di regolazione con cui posso aumentare o diminuire il rapporto di assistenza, ottenendo che il motore ci metta più della forza che esercito sui pedali oppure meno.


Di solito ci sono due o tre livelli disponibili che consentono di alleggerire la pedalata per stancarsi di meno, consumando più corrente e perciò riducendo l’autonomia o, viceversa, per ridurre l’assistenza che ci fornisce il motore per fare più esercizio e per aumentare l’autonomia.

Nelle realizzazioni migliori, è presente anche un controllo della velocità di rotazione dei pedali (o della velocità della bici) che consente alla centralina di sospendere l’alimentazione al motore, al raggiungimento della velocità legale massima. (Flyer Helkama ecc.)






Sistema di controllo della rotazione dei pedali

Quando la centralina sente che sono stati messi in rotazione i pedali, invia potenza al motore, la quantità di energia inviata può essere la massima, e in questo caso il controllo della rotazione dei pedali funziona semplicemente come un interruttore: se giro i pedali alimento il motore, se sto fermo stacco l’alimentazione.
Questo sistema viene spesso usato nelle bici più economiche che, nate senza il PAS, vengono adattate al mercato europeo e in questo caso l’erogazione della potenza è piuttosto brusca, a scapito di una marcia regolare.

Ma si sta diffondendo anche su bici in cui viene privilegiata la semplicità di funzionamento (nessuna manopola, selettore o funzione da impostare)
Su queste ultime bici - come la Bottecchia BE1, la Atala Eco Life e la Canellini Flybike - l’erogazione della potenza del motore è molto progressiva, in modo da poter agevolmente regolare la velocità smettendo al momento opportuno di pedalare.

Il limite di queste bici è ancora una volta quello di non assistere fin dalla partenza richiedendo uno sforzo considerevole rispetto alla facilità offerta dal sistema utilizzato da Helkama grazie al motore Panasonic o alle bici più economiche con sistema tipo ABS che Green Line Mobility sta testando.

In altri casi la quantità di energia inviata al motore può essere regolata da un selettore che imposta normalmente due o tre livelli di assistenza (come nel caso del sensore di sforzo).

Si è tentato di risolvere i limiti di questo sistema utilizzando una manopola, che consente di dosare il contributo del motore da nullo (si procede solo con la forza esercitata sui pedali) a totale (si mantengono in rotazione i pedali ma senza esercitare alcuno sforzo).
Questo ultimo funzionamento che non prevede sforzo applicato da parte dell’elettrociclista, viene definito in alcuni Forum come “pedalata sostituita” in antitesi con la “pedalata assistita” che sottintende la presenza di contributo muscolare ed ad opinione di molti è da sconsigliarsi perchè non da il beneficio dell'attività fisica tipico dell'uso della bici con sforzo moderato o aerobico ed al limite della legalità.

Normalmente viene scelto da chi non ama la bici e la usa forzatamente perchè impossibilitato ad andare in auto o in motorino.

Chi vuole fare attività fisica può pedalare "sopra" al motore ma realmente non vi è alcuna relazione fra la forza applicata sui pedali e quella erogata dal motore.

Alcune bici nord europee, quali Sparta, Hercules, Koga-Miyata, hanno reso più raffinato questo controllo ma la differenza fra questi prodotti e quelli con tecnologia Panasonic è evidente.

 

Esempi di manopola "gas"

FOTO JOBIKE FORUM





Spesso viene sollevato il dubbio sulla legalità di tale manopola.

Pregi

Il sistema è semplice e molto economico.


Difetti

La naturalezza è inferiore a quella del sistema a controllo dello sforzo perché si deve coordinare l’azione sul regolatore con il proprio contributo muscolare
Un po’ più naturale è il sistema senza regolatori, se realizzato con cura, ma non arriva mai al livello del sensore di sforzo realizzato da Panasonic.

Il motore si avvia soltanto dopo un certo angolo di rotazione dei pedali (maggiore o minore a seconda delle bici) rendendo meno pronte le ripartenze.

Green Line Mobility sta testando biciclette dove questo difetto è stato quasi completamente azzerato.

Quando si smette di pedalare, il motore stacca bruscamente.
Questo spegnimento avviene con un ritardo sensibile e spesso viene adottata una ulteriore precauzione che richiede la presenza del sistema di cut-off cioè un interruttore posizionato nel supporto delle leve dei freni (come riportato qui sotto).






 

Sulle leve dei freni frequentemente sono alloggiati due microinterruttori (meccanici o magnetici) che sentono quando vengono azionate

FOTO JOBIKE FORUM





La funzione di questi sensori è di staccare l’alimentazione al motore (cut-off) immediatamente appena si comincia a frenare .

Ovviamente nelle moderne biciclette a pedalata servo-assistita come Flyer, Helkama, Kalkhoff, ecc. di queste rudimentali soluzioni non vi è traccia e la bici rimane essenziale proprio come una bici tradizionale.

La presenza orpelli e congegni elettrici è infatti inutile perchè grazie al  “sensore di sforzo” o meglio sensore di torsione, si evita la continuazione involontaria della corsa, cioè che il motore rimanga in funzione  quando invece si desidera decelerare.

Con le bici moderne (Panasonic), rallentando o fermando la pedalata si ottiene una risposta naturale da parte del motore, proprio simile a quella di una normale bicicletta e non servono acceleratori o interruttori ma si fa tutto con i pedali.

 

CONCLUDENDO

Quelle che abbiamo descritto sono le più diffuse soluzioni tecniche adottate. Si consiglia tuttavia di integrare questa lettura con un
una “prova su strada” che può servire più di ogni altra a conoscere ed apprezzare la varietà e la novità delle prestazioni offerte da questo veramente innovativo mezzo di trasporto ecologico.

 

 


Attualmente la miglior offerta di bici a pedalata assistita è la seguente

cliccare sul logo qui sotto:

 

 

 

altre informazioni interessanti:

http://www.greenlinemobility.it/e-bike/viewtopic.php?p=26&sid=6c2fbee6670ad1c70d897580e2fd61cd

elcama helcama elkama el cama